giovedì 16 febbraio 2012
Eugenio Bennato
"Questione Meridionale"

è uscito 13 dicembre 2011
Segue a distanza di un mese dall’uscita dell’omonimo singolo l’album Questione meridionale. 11 brani di Eugenio Bennato dedicati all’annoso problema del Sud.
«Ho intitolato questa raccolta di brani nuovi “Questione meridionale”- dichiara Eugenio Bennato - prendendo a prestito la famosa espressione coniata al parlamento di Torino appena avvenuta l’Unità, perché, a pensarci e a riguardare queste mie ultime composizioni e il percorso che tanti anni fa ho iniziato, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare a Musicanova a Taranta Power, di “questione meridionale” si è sempre trattato. I miei maestri sono gente anonima di un profondo sud, i personaggi che racconto sono i briganti di una storia negata, le voci e gli strumenti sono espressione di un sud ancora più profondo che viene dal Mediterraneo e dall’Africa, madre di tutte le leggende, e giunge oggi in Italia con i nuovi flussi migratori della storia».
E questo tema del sud esce dai confini dell’Italia per diventare un inno internazionale. E’ il caso di Neda, il brano che Eugenio ha volutamente messo in apertura della raccolta.Dedicato a Neda Soltan, la giovane pianista iraniana uccisa nell’estate 2009 durante una manifestazione a Teheran. Aveva 20 anni ed era colpevole di sfilare pacificamente in mezzo a tanti ragazzi contro l’arroganza del governo. Il video dei suoi ultimi istanti di vita ha fatto il giro del mondo, scuotendo le coscienze, una delle micce che hanno innescato la primavera araba. Mentre Addio sud, un brano dedicato al fermento dei giovani di tanti paesi che si affacciano sul Mediterraneo che sono riusciti a modificare l’assetto politico e a mostrare un Sud del mondo che sa muoversi da solo e scegliere nuove strade.
Ma soprattutto l’album include brani dedicati alla nostra storia, ai briganti della lotta antirisorgimentale. Il sorriso di Michela, è una ballata composta per descrivere l’emozione di una fotografia storica, che ritrae la brigantessa Michelina De Cesare, fiera donna del sud, che fissa il fotografo con il magnetismo e il fascino del suo sguardo, a smentire tra l’altro le teorie di Lombroso sulla inferiorità morfologica delle popolazioni che l’esercito sabaudo intendeva colonizzare. Nella storia scritta dai vincitori non c’è stato, per 150 anni, spazio per la figura di Michela, ardita combattente che fino all’ultimo istante è rimasta accanto al suo uomo. Mentre il brano Milleva a smitizzare l’epopea garibaldina, una delle più profonde certezze della storiografia risorgimentale e della coscienza nazionale. «Qualcosa andava detto – dichiara Bennato - soprattutto perché credo nei valori positivi dell’Unità, e sento che la storia, per quanto possibile, vada raccontata e non insabbiata. Ho descritto l’infamia di una promessa “la terra a chi lavora” lanciata nel 1860 e subito disattesa. Il testo l’ho scritto su una splendida musica di Carlo D’Angiò nel classico ritmo della tammurriata campana».
Ogni brano una storia da Ninco Nanco, il brigante lucano che assomigliava a Che Guevara, fino a Brigante se more, la ballata scritta con Carlo D’Angiò, ormai diventato un inno, riproposto nella intensa ed emozionante interpretazione di Pietra Montecorvino.
Fatta l’Unità, finita la repressione, comincia il capitolo dell’emigrazione per milioni di contadini. Un esodo di speranza rappresentato nel brano Si va! a cui fa seguito Balla la nuova Italia, il canto al presente che vede milioni di giovani italiani protagonisti di un movimento artistico e musicale che si contrappone all’appiattimento dei mass-media, che sceglie strade nuove con forza e entusiasmo; e infine Questione meridionalela ballata che ribalta il luogo comune di un Sud rassegnato e vittimista, mentre al contrario sprigiona energie creative rivendicando il proprio spazio nella coscienza e nell’orgoglio delle proprie origini e della propria cultura.
Un album, Questione meridionale di Eugenio, che canta la storia degli ultimi 150 anni di un Sud che non si è mai dichiarato vinto e che oggi volge lo sguardo al futuro restando sempre legato alle sue radici e ai suoi valori. Un Sud ricco che incuriosisce e fa parlare di sé, come testimoniano i successi letterari degli ultimi mesi, e che aspetta solo di essere scoperto.
