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La Lunga estate...
Viaggio nella grande Musica degli Anni ’60

 

The Bumps
Fisarmonica, tastiere vintage Vince Abbracciante
Basso Dado Penta 
Batteria e percussioni Antonio Di Lorenzo

Special Guests

Giò Sada chitarra e voce
Gianluca Petrella trombonista 

Un viaggio sonoro totalmente “Made In Puglia” creato e suonato dai tre eclettici musicisti jazz pugliesi, I Bumps, insieme al rocker Giò Sada e il famoso trombonista Gianluca Petrella. Un omaggio agli anni 60 italiani, ma anche alle loro grandi influenze, come i Beatles, che saranno gli ispiratori di molte novità della musica.

Da Modugno a De André, per ascoltare protagonisti e canzoni di un’epoca elettrizzante, riletti in chiave jazz (e non) di assoluta modernità, con l’ausilio di uno dei più promettenti protagonisti della musica pop-rock italiana ed uno dei più dotati trombonisti jazz internazionali.

 

The Bumps

Due musicisti tra più conosciuti della scena musicale pugliese, Antonio Di Lorenzo alla batteria e percussioni e Davide Penta al basso formano una delle ritmiche più collaudate; incontrano Vince Abbracciante, sicuramente uno dei migliori talenti della fisarmonica a livello mondiale. Nascono così i Tangheri. Correva l’anno 2002.

Partendo dalla contaminazione tra jazz e tango, elaborano un mondo in cui si fondono america latina blues e puro spirito italiano passando da Coltrane a Gardel, da De André a Gato Barbieri. Sempre con un senso profondo dello spettacolo e dell’ironia. Approdano al loro primo disco dopo molti concerti in festival importanti e rassegne concertistiche: “Historias del Sur”, lavoro molto apprezzato sia dalla critica che dal pubblico con un ottimo successo. L’opera è un’istantanea della loro visione musicale in quel momento storico. 

Il seguito di questo lavoro viene registrato insieme ad uno dei musicisti più importanti del panorama mondiale, il chitarrista Marc Ribot. Anche lui affascinato dalla capacità che i Tangheri hanno di partire dal Tango per esplorare gli angoli più distanti del mondo sonoro, dalla tradizione argentina a quella italiana alla avanguardia musicale.

Viene pubblicato “Silente” per la Wide Sound ed i Tangheri diventano una delle sicure realtà del panorama jazz italiano, partecipando a Festival come Terni, Talos, Teano, Fasanomusica, Notti di Stelle e molte altre rassegne importanti.

Ma l’asse musicale subisce un’ulteriore sterzata: i Tangheri diventano “The Bumps” e pubblicano “Dharma bumps”, il loro capolavoro nato per la più grande major discografica la Universal-Emarcy.

Abbandonate definitivamente (forse) le atmosfere del Tango, il recupero assoluto delle sonorità Vintage del Farfisa e di altri strumenti elettroacustici insieme ad una elettronica “povera” contribuiscono a creare un piccolo masterpiece del genere.

Il disco della maturità, dove la presenza reiterata e perfettamente integrata di Ribot, contribuisce a creare una atmosfera magica e tensioattiva ad un lavoro di grande avanguardia musicale, ma di perfetta fruibilità, grazie alla sempre presente vena melodica.

Dopo alcuni anni pubblicano il loro lavoro più fruibile e “italiano”: The Bumps plays Italian Cinedelic, il disco che segna l’esordio della loro etichetta discografica appunto la Bumps records e che costituisce un piccolo tesoro d’interpretazione stilistica dei brani tratti o ispirati ai B Movie italiani degli anni 60 e 70.

Nel frattempo dischi solistici per ognuno dei componenti, recensioni e successi, tournée in tutto il mondo individuali e come gruppo e il riconoscimento dei Bumps come di una delle band di “musica totale” più innovative della scena musicale europea.

Nel 2015 la nuova release “Al di sopra di ogni sospetto” dedicata alla musica del maestro Ennio Morricone, con riletture originali e di indubbio interesse.

Nei 16 anni di attività si sono esibiti in festival e rassegne nazionali e internazionali, ospitando tra gli altri: Marc Ribot, John Medeski,  Juini Booth, Flavio Boltro, Carlo Actis Dato, Roberto Ottaviano e un musicista iconico come Vincenzo Deluci.

 

Giò Sada

Figlio di un musicista e di una danzatrice, Giò Sada viene incoraggiato a sviluppare una propria personalità artistica fin da bambino. Il background familiare di contaminazione tra le arti lo porta da subito a espandere le proprie potenzialità artistiche in diverse direzioni: è musicista, cantautore, compositore, attore, perfino youtuber, in contesti del tutto diversi ma sempre mantenendo il proprio tocco personale e caratteristico. 

Musicalmente, Giò cresce nel panorama dell’underground indipendente punk hardcore, formandosi una solida esperienza di palco e una forte consapevolezza della propria identità live. 

Nel 2015 partecipa a X-Factor Italia, vincendo con il suo primo singolo Il rimpianto di te (scritto dallo stesso Giosada con l’intervento di Pacifico e prodotto da Antonio Filippelli e Fabrizio Ferraguzzo), diventato disco d’oro in sei settimane. Nonostante il contesto del tutto anomalo rispetto al suo background, Giò porta all’interno del programma televisivo tutta la sua personalità e il suo mondo. 

Oggi Giò Sada è un musicista curioso e propositivo, che non ha paura di mettersi in gioco e contaminarsi alla ricerca di stimoli artistici sempre nuovi; in più, ha una diversa consapevolezza di se stesso e della propria musica, data dal contatto e dal supporto del grande pubblico. 

Ne è dimostrazione “Nowhere Stage”, il format lanciato da Giò e la sua band su Vevo che li vede andare alla ricerca di location inedite, urbane, posti abbandonati e dismessi o normalmente non aperti al pubblico per allestire piccoli live, anche acustici, con ospiti d’eccezione. Il 2 settembre è prevista l’uscita per Sony Music del primo singolo: “Volando al contrario” che anticipa il primo album di inediti.

 

 

Gianluca Petrella

Uno dei più talentuosi trombonisti al mondo (ha vinto per due anni consecutivi il celebre “Critics Poll” della rivista Down Beat, nella categoria “artisti emergenti”), Gianluca Petrella (classe 1975) ha iniziato la sua carriera oltre 20 anni fa. Ha collaborato con artisti internazionali – quali Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Aldo Romano, Steven Bernstein e la Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen – e con importanti musicisti italiani come Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Giovanni Guidi solo per citarne alcuni.

È oltremodo attivo anche in territori extra-jazzistici, soprattutto con i vari progetti dedicati all’elettronica e ai relativi lavori discografici collegati come nel caso dei celebrati “9lazy9” (Ninja Tunes) o gli osannati ed ormai storici Matmos. Relativamente a questa dimensione, è importante segnalare la pubblicazione del suo primo disco in febbraio 2015, dal titolo “103 Ep” (Electronique.it Records) e le collaborazioni di rilievo con i celebri Ricardo Villalobos e Max Loderbauer – nel progetto “Re: ECM” – e con i dj Nicola Conte e Ralf.

Attualmente, in qualità di leader, è attivo con il nuovissimo quintetto “Cosmic Renaissance” (con Mirco Rubegni, Francesco Ponticelli, Federico Scettri, Simone Padovani); l’ormai consolidato e acclamato duo con Giovanni Guidi, “SoupStar”, fresco di registrazione per ECM (febbraio 2015) e di importanti tournée estere; il quartetto “Tubolibre” (con Oren Marshall, Gabrio Baldacci e Cristiano Calcagnile); il quintetto de “Il bidone”, l’omaggio a Nino Rota; il progetto in solo “Exp and Tricks”, un vero e proprio viaggio musicale nei cortometraggi dei primi anni del Cinema (produzione originale in collaborazione con la Cineteca di Bologna); in duo con Gabrio Baldacci. Da segnalare anche l’intensa collaborazione con Enrico Rava e il nuovo e formidabile quartetto Brass Bang, che lo vede protagonista accanto a Paolo Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas.

 

RBR DANCE COMPANY

in “THE MAN”

 

RBR Dance Company torna in scena con la co-produzione con la Camerata Musicale Barese

THE MAN – THE PASSION OF THE CHRIST”, la storia di Cristo “danza” a teatro

Gli “illusionisti della danza” di Cristiano Fagioli e Cristina Ledri si cimentano col dramma della Crocifissione.

 


Dopo “Jesus Christ Superstar”, il musical che a 30 anni di distanza dal suo esordio è ancora sulla scena, e “Passion”, il film girato a Matera da Mel Gibson, arriva la nuova rappresentazione danzata della vita di Cristo firmata da RBR Dance Company.

Il balletto, andato già in scena con successo al Teatro Petruzzelli di Bari ad Aprile 2015, s’inserisce nel filone tematico della Crocifissione, all’interno di una tradizione di settore tipicamente americana che, nell’allestimento italiano, aggiunge contenuti emozionali e suggestioni caratteristiche dell’arte coreutica italiana. 

Ispirato alla Settimana Santa con l’ideazione e la regia di Cristiano Fagioli, l’allestimento si arricchisce delle coreografie dello stesso Fagioli, di Cristina Ledri e della voce recitante di Paolo Valerio, attore e direttore artistico del Teatro Nuovo di Verona. 

Sulle musiche di Debney, Jablonsky, Armstrong, Todesco, Takkenberg, Gabriel, i danzatori illusionisti della danza di RBR rendono il dramma della passione con estrema intensità, con momenti tanto spettacolari quanto delicati, accentuati da un uso perfetto delle luci insieme ad un sublime ritmo scenico.

THE MAN spettacolo sospirato carico di valori, la prima rappresentazione di RBR è stato un passo a due di Cristiano Fagioli e Cristina Ledri sulla Pietà di Michelangelo, da li è nato tutto, le varie esperienze, la compagnia. Produrre THE MAN dopo tutti questi anni è stato molto significativo, emozionante, dove sono arrivati, come sono cresciuti, cosa hanno raccolto. Ispirato all’omonimo film di Mel Gibson, una parte sottolinea l’aspetto umano di Cristo nella sua sofferenza, dall’altra da spazio in punta dei piedi a Maria, donna, madre, il suo dolore contenuto per dare forza al figlio.

Aiutata da un’impotente colonna sonora, infatti le musiche sono gran parte originali del Film, con alcuni inediti del compositore Diego Todesco.

Come nel film lo spettacolo inizia nell’orto degli ulivi, una vegetazione vibrante, viva, oscura che annuncia un dolore imminente, dando spazio ad alcune scene in particolare come all’acqua, l’immagine del sangue, la corona di spine che diventa un rovo che intrappola Gesù e il cuore di Maria.

Il tutto è accompagnato dalla voce intensa, fuori campo di Paolo Valerio che leva e sottolinea il pensiero di Gesù, incorniciato dalle proiezioni intense e futuristiche di Gianluca Giangi Magnoni.

Cristiano Fagioli che ha curato la regia, ha saputo dare vita alle scene salienti, toccanti, con intuitiva genialità,per esempio la Flagellazione, di grande forza ed enfasi, punta su un assolo di impatto emotivo, la Crocifissione, una struttura di quattro metri che rotea sul palco, la Resurrezione. 

Il lavoro di Cristina Ledri, era proiettato sul dettaglio della coreografia e sui costumi «...Da credenti THE MAN è uno spettacolo che ci ha dato e sta dando grandi soddisfazioni, del resto siamo nati con la Passione e con Passione abbiamo continuato e creduto nel nostro lavoro, cercando di infondere un messaggio di speranza senza sosta, ancora e ancora...».

Il risultato finale è la perfetta conciliazione dell’arte del balletto con il senso religioso e mistico del dramma dalla Crocifissione e morte di Cristo. “The Man” si rivela così il cuore pulsante della vita di Gesù, non soltanto come passione, sofferenza, immensità del dolore, ma come amore infinito per l’uomo, redenzione, speranza nel credo e nel futuro dell’umanità.

 

 

LE DOMENICHE IN MUSICA

LUISA SELLO flautista

con l’ENSEMBLE MARAVEE
Violino Giovanni Di Lena
Violino Giacomo Birner
Viola Doriana Calcagno
Violoncello Federico Pellaschiar

 

Luisa Sello definita dal New York Concert Review ‘artista dalla tecnica brillante, eccellente controllo del fiato, suono generoso e abundance of charm’, suona in tutto il mondo ed è artista scelta dal Ministero Italiano dei Beni Culturali per rappresentare la musica italiana. Nel suo curriculum figurano i nomi di R. Muti, T. Pinnock, A. Diaz, Wiener Symphoniker, Carnegie Hall, Juilliard School, Ph. Entremont, Thailand Symphony Orchestra, Teatro alla Scala di Milano, S. Sciarrino, B. Canino. Allieva di Raymond Guiot a Parigi e di Severino Gazzelloni a Siena, con studi accademici in Flauto e in Lingue e Letterature Moderne (Laurea e PhD), è titolare al Conservatorio di Trieste e professore ospite all’Università di Vienna. Artista testimonial Miyazawa, incide per Stradivarius e per Millennium di Pechino. 

Maravee Ensemble Il nome del gruppo, ‘Meraviglia’, si riferisce al repertorio che presenta ed alle radici della cultura friulana, dalla cui lingua prende il nome. La particolarità del gruppo è quella di abbinare personali doti solistiche all’esperienza cameristica, con un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo, non trascurando le espressioni più attuali. I musicisti sono stati scelti, accanto al talento musicale, per capacità comunicative ed espressive carismatiche basate su un naturale, giocoso ed empatico modo di porsi al pubblico. 

Il debutto è avvenuto a Vienna nel 2013 a cui sono seguiti concerti a Bratislava per l’apertura del Festival ‘La dolce Vitaj 2015’, a Roma in Piazza Navona, all’Expo di Milano e in centri della Mitteleuropa. Leader del gruppo è la flautista Luisa Sello che, accanto alla carriera internazionale come solista, intende proporre repertori cameristici in cui il flauto si integra alle sonorità degli archi.

PROGRAMMA

 

Antonio Vivaldi Concerto in fa maggiore op. X n. 5 per flauto e archi

(Allegro, Largo, Allegro) 

Luigi Boccherini Quintetto n.1 op 21 in re maggiore

(Allegro molto, Minuetto)

Luigi BoccheriniQuintetto n. 5 op 17 in sol maggiore

(Allegro moderato, Allegro assai)

Antonio Vivaldi Concerto ‘La Notte’ op. X n. 2

(Adagio, Allegro, Adagio, Presto, Largo, Allegro)

Carlo CorazzaIsonzo (2015) trio per 2 violini e violoncello

Gerhard Habl Concertino mystico (2015) per flauto e quartetto d’archi

Antonio Vivaldi Concerto ‘Il Gardellino’ op. X n. 3

(Allegro, Adagio, Presto)

Carlo CorazzaMaravee (2015) Variazioni su temi popolari per flauto e quartetto d’archi

 

 

CANZONIERE GRECANICO SALENTINO

Mauro Durante (voce, percussioni, violino)
Silvia Perrone (danza)
Giancarlo Paglialunga (voce, tamburello)
Massimiliano Morabito (organetto)
Giulio Pantaleo Bianco (zampogna, armonica, flauti, fiati popolari)
Emanuele Licci (voce, chitarra, bouzouki)
Alessia Tondo (voce)

 

Dopo i riconoscimenti internazionali arriva l’album che celebra i quarant’anni del gruppo, impreziosito dalle collaborazioni con Ludovico Einaudi, Erri De Luca, Piers Faccini e Alessandro Gassman.

Il 23 gennaio è partito da Glasgow il tour mondiale che approderà a Lecce, Torino, Milano e Roma dalla fine di febbraio.

Esce il 7 aprile su etichetta Ponderosa Music & Arts, “Quaranta”, il nuovo album del Canzoniere Grecanico Salentino che celebra i quarant’anni di uno dei più importanti e riconosciuti gruppi di musica popolare italiana. 

I live del CGS hanno attirato il favore di pubblico e critica tanto in Italia quanto all’estero: “Il Canzoniere è un tornado”, ha scritto il New York Times, per il New Yorker “il gruppo ha pochi pari nella world music contemporanea”, per il The Guardian il loro “è stato uno dei concerti più esaltanti del Womad” per L’Independent “è raro che la musica tradizionale suoni così intensa, misteriosa e attuale”.

Il Canzoniere Grecanico Salentino, è capitanato da Mauro Durante (voce, percussioni, violino) e annovera al suo interno alcuni tra i migliori artisti pugliesi: Emanuele Licci, (voce, chitarra, bouzouki) Maria Mazzotta (voce, percussioni) Giancarlo Paglialunga (voce, tamburello) Massimiliano Morabito (organetto) Giulio Bianco (zampogna, armonica, flauti, fiati popolari) Silvia Perrone (danza).

“Quaranta” è prodotto da Ian Brennan (Bill Frisell, Jovanotti, Flea, Lucinda Williams) vincitore di un Grammy nel 2012 per l’album “Tassili” dei maliani Tinariwen e, come avviene sempre per i dischi del Canzoniere, vede la partecipazione di grandi ospiti: il pianista e compositore Ludovico Einaudi scrive insieme a Mauro Durante la musica del brano “Taranta”, in cui suona anche il pianoforte, il cantautore francese Piers Faccini ha firmato il testo “I love Italia”, unica traccia in inglese del disco, la Fanfara Tirana suona in “No Tap” mentre il basso di Valerio Combass è presente in diverse tracce del disco. Altro ospite eccellente è lo scrittore Erri De Luca autore del testo di “Sola Andata”, primo singolo dell’album che è valso al gruppo il premio Arte e diritti umani 2014 di Amnesty International Italia. Un brano che affronta il difficile tema degli immigrati che arrivano nel nostro paese dopo lunghe e rischiose traversate via mare, rappresentato magistralmente dal video clip girato sulle coste leccesi da Alessandro Gassman.

Voci stratificate che rimandano a un passato ancestrale, ritmi vorticosi ipnotici e travolgenti, ballate dolci e delicate, tutto questo è “Quaranta” un album dove violino, tamburelli, corde, organetto e fiati creano soluzioni musicali mai scontate mescolando passato e presente e diventando baluardo di una tradizione che si rinnova; il coronamento di un percorso iniziato dal fondatore Daniele Durante nel 1975, ma anche il terzo disco di un nuovo corso impresso nel 2007 dal figlio Mauro, oggi trentenne, che da allora ha preso in mano le redini del gruppo per dargli una nuova direzione e una nuova linfa.

Le 13 tracce attraverso cui si dipana la cifra poetica del Canzoniere – per lo più in dialetto salentino e in griko, con sporadiche incursioni nell’italiano e nell’inglese – sono piccoli gioielli in bilico tra tradizione e innovazione che fanno trasparire un’urgenza comunicativa non comune fondendo sapientemente testi che trattano temi strettamente attuali con un linguaggio musicale popolare rivisto e riarrangiato secondo un gusto contemporaneo. 

Ed è proprio nelle radici popolari che troviamo l’origine del concept di questo disco:

 

«Siamo partiti da una riflessione sull’eredità del tarantismo – racconta Mauro Durante – La taranta era quel demone zoomorfo, quel male di vivere, che dall’esterno entrava dentro di te attraverso il morso e che ti impediva la felicità e il proseguimento sereno della vita. Attraverso un complesso rituale la comunità lo curava, permettendogli di esorcizzare i suoi demoni e riprendere la vita.

Oggi il tarantismo non esiste più, ma a pensarci bene non è la taranta ad essere morta, ma solo la terapia rituale. Oggi il male di vivere, la taranta, ha solo forme in parte diverse rispetto al passato, ma è più viva che mai. A non esserci più è quel dispositivo sociale sistematico, che permetteva a chi stava soffrendo di non essere abbandonato, ma anzi, di essere “reintegrato”».

 

Ed infatti la solitudine, la difficoltà di trovare lavoro ed il proprio posto nel mondo, la crisi, il rapporto con l’ambiente, l’incomunicabilità, le migrazioni vecchie e nuove, l’isolamento sono responsabili del male di vivere dell’oggi e sono anche i temi cardine di questo album dove il songwriting lucido, ironico e mai banale si fonde alla perfezione con la capacità unica del CGS di rielaborare alla perfezione il linguaggio della musica popolare.

Il Canzoniere Grecanico Salentino, è in tour mondiale dal 23 gennaio e approderà in Italia dalla fine di febbraio.

 

Marian Sobula

Pianista

 

“Marian Sobula è uno dei pianisti di maggior talento della sua generazione”.

Egli è un pianista molto attivo, si è esibito nei 5 continenti, in 38 paesi (Austria, Argentina, Australia, Azerbaijan, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Cuba, Repubblica Ceca, Danimarca, Ecuador, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Israele, Italia, Giappone, Giordania, Kazakistan, Kirghizistan, Libano, Messico, Montenegro, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Portogallo, Russia, San Marino, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Turchia, USA, Venezuela).

Marian Sobula ha dato concerti in sale da concerto prestigiose: Sydney Opera House, Sala Sao Paolo, Palacio Città de Bellas Artes del Messico, Lima Gran Teatro Nazional, Beethovenhalle a Bonn, Gasteig, Auditorio Parco della Musica di Roma, Teatro Municipal di Santiago del Cile, Hamer Sala e Municipio di Melbourne, la Casa de la Musica Quito, Denki Bunka Kaikan di Nagoya per citarne solo alcuni.

Nel lungo elenco di città dove ha tenuto concerti troviamo: New York, Miami, Salt Lake City, Minneapolis, Toronto, Ottawa, Buenos Aires, Bogotà, La Havana, Monterrey, Parigi, Praga, Berlino, Ginevra, Madrid, Milano, Copenaghen, Stoccolma Budapest, Bratislava, Beirut, Amman, Jeruzalem, Shanghai, Xiamen, Tokyo, Tbilisi, Baku, Bishkek, Almaty, Adelaide, Melbourne, Hobart, Canberra, Gold Coast, Auckland, Wellington.

Marian Sobula è il vincitore di numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali; medaglia al “Maria Canals Piano Competition” di Barcellona, vincitore del Premio Speciale durante il Concorso Internazionale di Musica “Dr. Luis Sigall” a Vina Del Mar, Cile, La Yamaha Music Foundation of Europe e numerosi concorsi in Italia.

Aveva solo 12 anni quando ha suonato per la prima volta con un orchestra sinfonica. Il suo debutto con la Simon Bolivar Symphony Orchestra ha avuto luogo nel Teatro Teresa Carreno di Caracas in Venezuela nel 2008 con il 1° Concerto per pianoforte di Chopin. Tiene concerti con orchestre sinfoniche di tutto il mondo (Repubblica Ceca, Germania, Italia, Spagna, Montenegro, Russia, Ucraina, Brasile, Cile, Ecuador, Messico, Perù, Venezuela, Libano, Australia). Si è esibito con la maggior parte delle orchestre filarmoniche polacche.

Ha ricevuto numerosi premi e borse di studio sia da fondazioni e istituzioni nazionali e internazionali: UNESCO a Parigi, JESC in Giappone, Governo Italiano, Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia. Nel mese di luglio 2008 Marian ha ricevuto un prestigioso premio della Città di Cracovia “ARS QUAERENDI” per la sua notevole attività nello sviluppo e nella promozione della cultura.

Laureato presso l’Accademia di Musica di Cracovia, in Polonia dalla classe del professore Andrzej Pikul nel 2005, Marian Sobula ha anche completato i suoi studi presso l’Accademia di Santa Cecilia di Roma con il professor Sergio Perticaroli (premio come miglior diploma 2008); Inoltre ha partecipato a diversi corsi di perfezionamento dal professore Arie Vardi. Nel 2011 ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi d’esecuzione transcendentali da Ferenc Liszt.

Si è esibito durante prestigiosi Festival ad esempio Beethovenfest di Bonn, il Beethoven Festival di Pasqua, FIMA, KotorArt, Musica & Beyond, Festival Chopin di Marienbad, Buenos Aires, Ginevra, Bruxelles. Si è anche esibito al World Expo di Aichi in Giappone e Saragozza in Spagna, al XX Economic Forum di Krynica - Zdroj in Polonia, cerimonia di consegna dei premi Nobel a Varsavia, per la Fondazione William Walton a Londra. Il suo concerto a Sydney Opera House ha celebrato l’accoglienza del Console Generale di Polonia a Sydney.

Ha collaborato con i migliori direttori polacchi e internazionali in circolazione - Łukasz Borowicz, Tomasz Bugaj, Wojciech Czepiel, Michał Dworzyński, Michał Nestorowicz, Marek Pijarowski, Jesus Medina, Alessandro D’Agostini, Masimiliano Caldi, Peter Guelke, Guido Ajmon-Marsan, Dietrich Paredes, Alejandro Posada, Roberto Tibiriçá. Le sue registrazioni sono state trasmesse da diversi media internazionali (Deutsche Welle, TVP Polonia, RMF Classic, ABC Classic FM Australia, RAI).

Oltre ai concerti Marian Sobula realizza la sua passione per l’insegnamento, tenendo numerosi corsi di perfezionamento di pianoforte in Polonia e all’estero: a Bratislava, Lipsia, Lecce, Calgary, Conservatorio Centrale in Cina. Dal 2007 Marian Sobula lavora nel Dipartimento di Piano dell’Accademia della Musica di Cracovia (Polonia). Ha servito come membro di giuria in concorsi per giovani pianisti a Lipsia, Kosice, Usti nad Labem, Sabac, Shanghai.

Marian Sobula è Presidente dell’Associazione PianoClassic e Direttore Artistico Internazionale Reale Cracovia Piano Festival (7 edizioni) e International Series Piano Concerto in Polonia. Egli è a capo del progetto Polish Music Days.

 

PROGRAMMA

 

F. ChopinScherzo in B minor Op. 20

Scherzo in B flat minor Op. 31

Andante spianato and Grand
Polonaisein E flat major Op. 22

Waltz in A flat major Op. 34 no 1

Polonaise in A flat major Op. 53