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La Lunga estate...
Viaggio nella grande Musica degli Anni ’60

 

The Bumps
Fisarmonica, tastiere vintage Vince Abbracciante
Basso Dado Penta 
Batteria e percussioni Antonio Di Lorenzo

Special Guests

Giò Sada chitarra e voce
Gianluca Petrella trombonista 

Un viaggio sonoro totalmente “Made In Puglia” creato e suonato dai tre eclettici musicisti jazz pugliesi, I Bumps, insieme al rocker Giò Sada e il famoso trombonista Gianluca Petrella. Un omaggio agli anni 60 italiani, ma anche alle loro grandi influenze, come i Beatles, che saranno gli ispiratori di molte novità della musica.

Da Modugno a De André, per ascoltare protagonisti e canzoni di un’epoca elettrizzante, riletti in chiave jazz (e non) di assoluta modernità, con l’ausilio di uno dei più promettenti protagonisti della musica pop-rock italiana ed uno dei più dotati trombonisti jazz internazionali.

 

The Bumps

Due musicisti tra più conosciuti della scena musicale pugliese, Antonio Di Lorenzo alla batteria e percussioni e Davide Penta al basso formano una delle ritmiche più collaudate; incontrano Vince Abbracciante, sicuramente uno dei migliori talenti della fisarmonica a livello mondiale. Nascono così i Tangheri. Correva l’anno 2002.

Partendo dalla contaminazione tra jazz e tango, elaborano un mondo in cui si fondono america latina blues e puro spirito italiano passando da Coltrane a Gardel, da De André a Gato Barbieri. Sempre con un senso profondo dello spettacolo e dell’ironia. Approdano al loro primo disco dopo molti concerti in festival importanti e rassegne concertistiche: “Historias del Sur”, lavoro molto apprezzato sia dalla critica che dal pubblico con un ottimo successo. L’opera è un’istantanea della loro visione musicale in quel momento storico. 

Il seguito di questo lavoro viene registrato insieme ad uno dei musicisti più importanti del panorama mondiale, il chitarrista Marc Ribot. Anche lui affascinato dalla capacità che i Tangheri hanno di partire dal Tango per esplorare gli angoli più distanti del mondo sonoro, dalla tradizione argentina a quella italiana alla avanguardia musicale.

Viene pubblicato “Silente” per la Wide Sound ed i Tangheri diventano una delle sicure realtà del panorama jazz italiano, partecipando a Festival come Terni, Talos, Teano, Fasanomusica, Notti di Stelle e molte altre rassegne importanti.

Ma l’asse musicale subisce un’ulteriore sterzata: i Tangheri diventano “The Bumps” e pubblicano “Dharma bumps”, il loro capolavoro nato per la più grande major discografica la Universal-Emarcy.

Abbandonate definitivamente (forse) le atmosfere del Tango, il recupero assoluto delle sonorità Vintage del Farfisa e di altri strumenti elettroacustici insieme ad una elettronica “povera” contribuiscono a creare un piccolo masterpiece del genere.

Il disco della maturità, dove la presenza reiterata e perfettamente integrata di Ribot, contribuisce a creare una atmosfera magica e tensioattiva ad un lavoro di grande avanguardia musicale, ma di perfetta fruibilità, grazie alla sempre presente vena melodica.

Dopo alcuni anni pubblicano il loro lavoro più fruibile e “italiano”: The Bumps plays Italian Cinedelic, il disco che segna l’esordio della loro etichetta discografica appunto la Bumps records e che costituisce un piccolo tesoro d’interpretazione stilistica dei brani tratti o ispirati ai B Movie italiani degli anni 60 e 70.

Nel frattempo dischi solistici per ognuno dei componenti, recensioni e successi, tournée in tutto il mondo individuali e come gruppo e il riconoscimento dei Bumps come di una delle band di “musica totale” più innovative della scena musicale europea.

Nel 2015 la nuova release “Al di sopra di ogni sospetto” dedicata alla musica del maestro Ennio Morricone, con riletture originali e di indubbio interesse.

Nei 16 anni di attività si sono esibiti in festival e rassegne nazionali e internazionali, ospitando tra gli altri: Marc Ribot, John Medeski,  Juini Booth, Flavio Boltro, Carlo Actis Dato, Roberto Ottaviano e un musicista iconico come Vincenzo Deluci.

 

Giò Sada

Figlio di un musicista e di una danzatrice, Giò Sada viene incoraggiato a sviluppare una propria personalità artistica fin da bambino. Il background familiare di contaminazione tra le arti lo porta da subito a espandere le proprie potenzialità artistiche in diverse direzioni: è musicista, cantautore, compositore, attore, perfino youtuber, in contesti del tutto diversi ma sempre mantenendo il proprio tocco personale e caratteristico. 

Musicalmente, Giò cresce nel panorama dell’underground indipendente punk hardcore, formandosi una solida esperienza di palco e una forte consapevolezza della propria identità live. 

Nel 2015 partecipa a X-Factor Italia, vincendo con il suo primo singolo Il rimpianto di te (scritto dallo stesso Giosada con l’intervento di Pacifico e prodotto da Antonio Filippelli e Fabrizio Ferraguzzo), diventato disco d’oro in sei settimane. Nonostante il contesto del tutto anomalo rispetto al suo background, Giò porta all’interno del programma televisivo tutta la sua personalità e il suo mondo. 

Oggi Giò Sada è un musicista curioso e propositivo, che non ha paura di mettersi in gioco e contaminarsi alla ricerca di stimoli artistici sempre nuovi; in più, ha una diversa consapevolezza di se stesso e della propria musica, data dal contatto e dal supporto del grande pubblico. 

Ne è dimostrazione “Nowhere Stage”, il format lanciato da Giò e la sua band su Vevo che li vede andare alla ricerca di location inedite, urbane, posti abbandonati e dismessi o normalmente non aperti al pubblico per allestire piccoli live, anche acustici, con ospiti d’eccezione. Il 2 settembre è prevista l’uscita per Sony Music del primo singolo: “Volando al contrario” che anticipa il primo album di inediti.

 

 

Gianluca Petrella

Uno dei più talentuosi trombonisti al mondo (ha vinto per due anni consecutivi il celebre “Critics Poll” della rivista Down Beat, nella categoria “artisti emergenti”), Gianluca Petrella (classe 1975) ha iniziato la sua carriera oltre 20 anni fa. Ha collaborato con artisti internazionali – quali Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Aldo Romano, Steven Bernstein e la Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen – e con importanti musicisti italiani come Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Giovanni Guidi solo per citarne alcuni.

È oltremodo attivo anche in territori extra-jazzistici, soprattutto con i vari progetti dedicati all’elettronica e ai relativi lavori discografici collegati come nel caso dei celebrati “9lazy9” (Ninja Tunes) o gli osannati ed ormai storici Matmos. Relativamente a questa dimensione, è importante segnalare la pubblicazione del suo primo disco in febbraio 2015, dal titolo “103 Ep” (Electronique.it Records) e le collaborazioni di rilievo con i celebri Ricardo Villalobos e Max Loderbauer – nel progetto “Re: ECM” – e con i dj Nicola Conte e Ralf.

Attualmente, in qualità di leader, è attivo con il nuovissimo quintetto “Cosmic Renaissance” (con Mirco Rubegni, Francesco Ponticelli, Federico Scettri, Simone Padovani); l’ormai consolidato e acclamato duo con Giovanni Guidi, “SoupStar”, fresco di registrazione per ECM (febbraio 2015) e di importanti tournée estere; il quartetto “Tubolibre” (con Oren Marshall, Gabrio Baldacci e Cristiano Calcagnile); il quintetto de “Il bidone”, l’omaggio a Nino Rota; il progetto in solo “Exp and Tricks”, un vero e proprio viaggio musicale nei cortometraggi dei primi anni del Cinema (produzione originale in collaborazione con la Cineteca di Bologna); in duo con Gabrio Baldacci. Da segnalare anche l’intensa collaborazione con Enrico Rava e il nuovo e formidabile quartetto Brass Bang, che lo vede protagonista accanto a Paolo Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas.