testata-pianoforte testata-violino 4testa 6testa 5testa

La carriera musicale di Alice comincia nel 1971 con la vittoria del Festival di “Voci Nuove” di Castrocaro Terme. Nel 1975 realizza la sua prima produzione discografica con l’album “La mia poca grande età”. L’incontro artistico con il M° Franco Battiato segna la sua ascesa che la vede non solo interprete, ma anche autrice e compositrice del suo nuovo album “Capo nord” con il singolo “Il vento caldo dell’estate” scritto in collaborazione con Franco Battiato e Francesco Messina. Nel 1981 vince il Festival di Sanremo con il singolo “Per Elisa” (Alice/Battiato/Pio). Il suo successo artistico verrà apprezzato anche all’estero, in particolare in Europa ove sarà in vetta alla classifica dei singoli. Questo successo segna l’autonomia artistica di Alice che, oltre a realizzare altri singoli brani cantati insieme al M° Franco Battiato (Chansons egocentrique, I treni di Tozeur) intraprenderà collaborazioni con altri cantautori anche a livello internazionale (il tedesco Stephan Waggershausen), e grandi musicisti (Steve Jansen, Richard Barbieri, Paolo Fresu, Peter Hammill, Dave Gregory e altri).

Nel 1998 Alice si esibisce in diversi concerti nelle basiliche e nelle cattedrali delle città italiane nell’ambito della rassegna musicale “La Musica Dei cieli” e questo percorso sulla ricerca del sacro nella musica la spinge a pubblicare nel 1999 il suo nuovo album “God is my dj”.

Nel 2000 pubblica l’album “Personale Juke box” e con il singolo “Il giorno dell’indipendenza” partecipa al Festival di Sanremo. 

Nel 2003 pubblica l’album “Viaggio in Italia”, in cui sono raccolti brani della grande canzone d’autore italiana e non, che vede fra gli autori – compositori Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Ivano Fossati. Al centro del progetto ci sono due inediti legati alle poesie di Pasolini “Febbraio” e “Al Principe”, musicate da Mino Di Martino.

Nel 2009 pubblica con EMI Music Italy “Lungo la strada”, il suo primo disco live, registrato il 22 dicembre 2006 nella basilica di San Marco a Milano.

Nello stesso anno riceve il “PREMIO MIA MARTINI” in riconoscimento di una carriera portata avanti con straordinaria coerenza e con scelte artistiche coraggiose, spesso lontane da logiche commerciali.

Nel 2010 duetta con Stefan Waggershausen nel CD “So ist das Spiel” nella nuova versione del brano “Was soll ich dir sagen” di cui è autrice del testo in italiano.

Nel 2012 viene pubblicato il singolo “Nata ieri” e il suo nuovo CD di inediti “Samsara”, che oltre ai due brani composti dalla stessa Alice “Orientamento” e “Sui giardini del mondo” vede la collaborazione di Franco Battiato e Tiziano Ferro che hanno scritto per lei “Eri con me”, “Nata ieri” e “Cambio casa”, così come Mino Di Martino che ha composto “Morire d’amore” (ispirata alla vita di Giovanna d’Arco), “Un mondo a parte”, “Autunno già” e “Come il mare” (queste ultime firmate anche da Terra di Benedetto.

Segue un tour nei teatri italiani con i musicisti Marco Guarnerio, Osvaldo Di Dio, Andrea Viti e Nick Taccori: il SASMARA LIVE. Nello stesso anno riceve il Premio Bruno Cavallini da Vittorio Sgarbi e il Premo alla carriera dallo storico Azimut Fan Club di Firenze.

Le viene assegnato il Tributo ad Augusto 2013 e Alice consegnerà il premio ricevuto a Gabriella Manera Cattani dell’AISLA (Ass.ne Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Partecipa al progetto “Del suo veloce volo”, grande concerto evento all’Arena di Verona insieme a Antony e Battiato.

Nel 2014 partecipa al Teatro Comunale di Bologna allo spettacolo di Marco Goldin su musiche di Franco Battiato “La ragazza con l’orecchino di perla”, in cui interpreta la protagonista con Francesca Michielin.

Nello stesso anno pubblica “Weekend”, in CD e Vinile, con la sua etichetta Arecibo, con la partecipazione degli artisti Franco Battiato, Luca Carboni e Paolo Fresu. L’album si apre con il brano “Tante belle cose” di Francoise Hardy, con l’adattamento del testo in italiano di Franco Battiato e con la partecipazione di Paolo Fresu, che ritroviamo anche nel brano “Da Lontano”, con la voce di Alice insieme a Luca Carboni, scritta da Franco Battiato e Manlio Sgalambro. Nell’album vi è il brano “Aspettando Mezzanotte” composto dalla stessa Alice.

Nel 2014 riceve il premio speciale Cervo d’oro alla carriera “Michel Gondry – Cervignano Film Festival” per aver saputo diversificare la sua proposta artistica, riuscendo a tenere insieme in perfetta armonia da una parte una ricerca musicale coltissima e di grande originalità (che ha spaziato dall’avanguardia alla musica sacra) e dall’altra una dimensione più pop, ma altrettanto rilevante. 

Nel 2015 Alice è in live nei teatri di Roma, Firenze e Milano in “Alice weekend live”, con Floriano Bocchino, Osvaldo Di Dio e Antonella D’Urso.

Nello stesso anno partecipa a “La Dolce Vita: La musica del cinema italiano”, un format in cui le colonne sonore più rappresentative dei grandi capolavori italiani come “8 e 1/2”, “La Dolce Vita”, “Amarcord”, “Il postino”, “Il Gattopardo”, “Nuovo Cinema Paradiso” e “La vita è bella”, saranno eseguite nei nuovi straordinari arrangiamenti e orchestrazioni di William Ross ed eseguiti dal vivo dall’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal M° e compositore Steven Mercurio.

 

Black Armony Gospel

La storia dei Black Harmony ha radici profonde e consolidate: il gruppo ha recentemente festeggiato i 15 anni di carriera, e a tutt’oggi costituisce una delle realtà più vitali ed interessanti della vocalità gospel.

A conferma di ciò i Black Harmony sono stati recentemente insigniti di prestigiosi premi e riconoscimenti per il loro stile, per i particolari arrangiamenti musicali e la qualità vocale.

Ciascuno dei membri dei Black Harmony vanta un background artistico molto ricco che annovera collaborazioni eccellenti con nomi del panorama musicale internazionale quali Phil Collins, Andrea Bocelli e Jessye Norman.

Dopo le prime esibizioni nelle chiese e partecipazioni a famosi musical, il gruppo ha ricevuto la consacrazione definitiva in occasione del Festival Gospel Internazionale di Parigi del 1996: la loro interpretazione ha letteralmente conquistato il pubblico presente alla manifestazione. Da allora il gruppo ha intrapreso un fitto calendario di concerti in tutta Europa, costruendo nel giro di pochissimi anni una brillante carriera costellata di successi.

Il repertorio del gruppo include brani appartenenti alla tradizione gospel quali Amazing Grace, Oh Happy Day, When the Saints, Amen, e Kum ba ya, senza negarsi incursioni nel repertorio blues, jazz e soul, che permane quale retaggio della formazione musicale dei diversi membri del gruppo.

Lo stile del gruppo subisce inoltre l’influenza delle atmosfere esotiche e dei ritmi tipici del paese d’origine dei membri del gruppo, ossia le Antille: a conferma di ciò il repertorio dei Black Harmony include anche brani in lingua creola.

In Italia sono stati ospiti di alcuni dei più importanti teatri come il Teatro Verdi di Firenze, il Sistina di Roma, il Petruzzelli di Bari ed l’Auditorium Parco della Musica per il Roma Gospel Festival.

Il gruppo è composto da 10 elementi: 2 soprani, 2 mezzosoprani, tenore, baritono, basso e 3 musicisti (tastiera, batteria e basso).

 

Compagnia Artemis Danza
in Tosca X

Con Tosca X Monica Casadei esplora l’universo pucciniano interpretando la celeberrima opera lirica con segno impetuoso ed empatia intellettuale. Anche questo titolo prosegue il percorso di indagine che da diverse stagioni appassiona la coreografa: la relazione tra il gesto coreografico e la parola drammaturgica, foriera di una cifra stilistica in sé già eloquente. Un nesso, quello tra fisicità e drammaturgia, particolarmente evidente nell’opera più drammatica di Giacomo Puccini, che concentra le tensioni e le sfide tra opposti nel secondo atto, il più ricco di colpi di scena, capaci ancora di tenere lo spettatore in costante apprensione. Un atto anche musicalmente di grande interesse, tra tutti il meno melodico, caratterizzato invece da incisi taglienti e armonie dissonanti che l’hanno fatto paragonare all’estetica dell’espressionismo tedesco. Sono proprio le accentazioni del secondo atto, che resta il nucleo della pièce, ad interessare Monica Casadei, per il côté musicale quanto per il fiume di dramma e sadismo che ne scaturisce. L’elaborazione della partitura originale con l’inserimento di tracce contemporanee e soprattutto con la reiterazione di parole significanti del libretto, origina una vera e propria drammaturgia musicale. Su questo appassionante tappeto sonoro si impongono con forza i protagonisti, Tosca, Scarpia, che per la prima volta in Monica Casadei sono identificati come personaggi riconoscibili. Dominante la figura del barone Scarpia, avido di potere e di brama di possesso, così crudelmente giganteggiante da far pensare a molti che sia lui, piuttosto che Tosca, il vero protagonista dell’opera. All’inerme cantante, che con la sua lirica romanza “Vissi d’arte” piange la propria vulnerabilità, sono invece riservate dal compositore le sue famose melodie: intime, malinconiche, struggenti. Proprio in questo contrasto di personalità, che nell’opera si affrontano musicalmente e drammaturgicamente nel secondo atto, si rintraccia l’intuizione artistica della Tosca coreografica per Artemis Danza, creativamente radicata e artisticamente sviluppata sul contrasto tra estremi. Il sadismo, la crudeltà, la ferocia dell’essere umano, indagati senza intenti morali ma con interesse clinico per l’energica potenza che generano, si pongono come sentimenti centrali di questa rilettura dell’opera pucciniana, costruita sulla tensione del rapporto tra il carnefice e la sua vittima. In un’accesa espressività degli interpreti, è il pathos più estremo a dominare la scena. Coreografie energiche e fulminee, toniche e nervose corrispondono all’azione drammatica concitata e al ritmo musicale impetuoso, quasi da inseguimento, se non addirittura da triller, della pièce. Una danza corale, gonfia di impulsi e passioni, istintiva e a tratti selvaggia, che fa un uso vorticoso dello spazio e appare, anche simbolicamente, come visivamente piena: tra le altre anime nere vi si riconosce Scarpia, spietato per sguardi, atteggiamenti, postura.

La contrapposizione è con assoli rarefatti e delicati, puri e sensibili, per corpi fragili e indifesi dai quali scaturisce una danza dell’anima che ha invece il vuoto come metafora e la disarmata Tosca a resistere nel mezzo. La scrittura coreografica è stavolta concepita e realizzata ad personam, sulle caratteristiche fisiche e le individualità artistiche dei singoli danzatori. Assoli protetti da cornici di insiemi o al contrario violentati da orde di corpi prendono forma nella mente della coreografa in una dinamica accelerata da forze propulsive, in un’atmosfera di sospesa concitazione. Improvvisa la successione dei due registri, con un andamento coreografico e una percezione estetica che mutano di colpo, tra il pieno e il vuoto della scena subitaneamente contrapposti. Al genere “maschile” delle coreografie di gruppo e a quello invece “femminile” degli assoli in esse racchiusi, prestano corpi e anime gli interpreti della Compagnia Artemis Danza, da sempre riconoscibili per la muscolare virilità dei danzatori e la fierezza da amazzoni delle danzatrici. Ma se ancora una volta è l’impulso maschile a prevalere, al segno femminile (non necessariamente legato al genere) sono riservati spazi preziosi.
Interpreti generosi, capaci di darsi senza riserve, che adombrano i tormentati rapporti tra Puccini e le donne della sua vita. Il lavoro sullo spazio, che con l’ampliamento della compagnia permette all’autrice di allargare la propria attenzione dall’interprete al “corpo di ballo”, dal suo personalissimo teatro-danza a complesse architetture di corpi, trova corrispondenze negli intenti scenografici di questa Tosca. Monica Casadei li pensa, come la coreografia, di segni estremi: pieni e vuoti, sontuosità ed essenzialità, e si affida alla creatività degli artisti che da tempo seguono il suo lavoro. La legge dei contrasti è applicata anche alla scelta dei costumi, con la nudità pudica che ancor più si nota tra gli abbigliamenti aggressivi e imperiosi, simboli del male gratuito e dell’abuso di potere, messi in atto su una scena scarna e algida ma torbida, tristemente simile a una camera di torture. Un altro modo per mantenere viva, anche in questa Tosca, la tensione febbrile e l’energia divorante che identificano l’arte di Monica Casadei.

IL TERRITORIO IN SCENA
Le Anime di Artemis

Gli spettacoli di Artemis viaggiano in vari Teatri in Italia e all’estero, ogni coreografia studiata e provata con i danzatori della Compagnia si apre al territorio che la accoglie, attraverso il progetto Anime di Artemis incontrando allievi, danzatori, attori che entrano come parte viva e attiva nello spettacolo. Sono laboratori gratuiti dedicati a far conoscere l’identità coreografica di Monica Casadei e di Artemis nei quali si apprende, si danza e si sviluppa la conoscenza necessaria per partecipare allo spettacolo attraverso inserimenti coreografici appositamente valutati e preparati.

Il cuore delle Anime di Artemis risiede nella curiosità e nella pratica dell’incontro come spazio di crescita reciproca, tra la Compagnia, le sue creazioni e gli allievi che di volta in volta hanno la possibilità di fare un’incursione guidata in uno degli spettacoli di Artemis.

Odessa Philarmonica Orchestra
Direttore Hobart Earle
Tenore Amadi Lagha

Odessa Philarmonica Orchestra

Odessa, una delle più belle città sulla costa del Mar Nero, alla fine del XIX secolo, è stato un importante centro culturale, visitato da molte personalità musicali eccezionali, tra cui Piotr Stoliarsky e dai suoi allievi David Oistrakh e Nathan Milstein. I pianisti Emil Gilels, Sviatoslav Richter e Shura Cherkassky.

Da questa tradizione musicale arriva la Filarmonica di Odessa, la stragrande maggioranza dei quali sono diplomati del Conservatorio di Odessa. L’orchestra è stata fondata nel 1937 e per tutto il periodo sovietico ha eseguito regolarmente stagione sinfoniche sotto direttori quali Nathan Rachlin, Yuri Temirkanov, Kurt Sanderling, Arvid Jansons e Mariss Jansons. Nonostante il grande valore artistico dell’orchestra, a differenza di Mosca e San Pietroburgo, a Odessa non è stato mai permesso di viaggiare fuori dai confini dell’URSS.

Con l’indipendenza dell’Ucraina, lo status dell’orchestra è aumentato; nel gennaio del 1993, il governo ucraino ha assegnato formalmente lo stato federale di Odessa Philharmonic Orchestra. 

Il nuovo status è stato il riconoscimento per permettere all’orchestra un salto di qualità che sotto la guida del suo nuovo direttore musicale Hobart Earle è stata la prima orchestra ucraina ad attraversare sia l’Oceano Atlantico e l’Equatore. Negli anni dal 1992 al 1995 l’orchestra e Hobart Earle hanno eseguito un totale di quindici tour all’estero in dodici diversi paesi, esibendosi in prestigiose sale da concerto come il Musikverein di Vienna, la Philharmonie di Colonia, la Beethovenhalle di Bonn, il Barbican Hall di Londra, l’Auditorium nazionale di Madrid, il Gr mangiare Sala del Conservatorio di Mosca, Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo Society, Carnegie Hall di New York e il Kennedy center di Washington, DC, Orchestra Hall di Chicago, Davies Hall di San Francisco e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Oltre ai loro concerti stabili in Odessa, la Philarmonica, nel corso del 1990 con il loro direttore Hobart Earle si sono esibiti in varie città ucraine di Lviv, Ivano Frankivsk, Ternopil, Chernivtsy, Uzhhorod, Vinnitsya, Zhitomir, Khmelnitsky, Kirovograd, Poltava e Mikolayiv, oltre a dodici concerti nella capitale ucraina di Kiev (Kiev). Nel 1994 la OPO è diventata la prima orchestra sinfonica dell’ex repubblica ad eseguire concerti nella Sala Grande del St. Petersburg Philharmonic Society dopo il crollo dell’URSS. Oggi, il pubblico locale è molto orgoglioso della popolarità della Filarmonica e abitualmente riempiono regolarmente la sala in occasione delle loro performance. 

Hanno effettuato numerosi incisioni di CD “Musica dell’Ucraina” sotto Hobart Earle per l’etichetta discografica britannica ASV opere di compositori ucraini. Nel giugno 2002, lo stato dell’orchestra è stata sollevata ancora una volta, quando il presidente dell’Ucraina, Leonid Kuchma, ha firmato un decreto che concede lo status nazionale di Odessa Philharmonic Orchestra. L’orchestra diventa così la prima organizzazione nelle arti dello spettacolo in Ucraina al di fuori della capitale della nazione, Kiev.

Hobart Earle

Nato in Venezuela da genitori americani, Hobart Earle ha sviluppato una reputazione in vari continenti come un conduttore dinamico e stimolante.

Allievo di Ferdinand Leitner a Salisburgo e Leonard Bernstein e Seiji Ozawa a Tanglewood, Hobart Earle ha studiato direzione d’orchestra presso l’Accademia di Musica di Vienna; ha ricevuto il diploma di clarinetto presso il Trinity College of Music di Londra; e si è laureato alla Princeton University. Nel 2007, è stato insignito del titolo di “professore onorario” dell’Accademia di Musica di Odessa.

Attualmente alla sua diciannovesima stagione come Direttore Musicale e Direttore Principale della Odessa Philharmonic Orchestra, Earle ha elevato il livello dell’orchestra ad una posizione di rilievo internazionale, senza precedenti nella storia dell’organizzazione.

Hobart Earle ha condotto centinaia di concerti con la Filarmonica di Odessa con grande successo - nelle maggiori sale da concerto degli Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Austria, Spagna, Francia, Grecia, Ungheria, Bulgaria, Russia e in tutta l’Ucraina. Punti salienti della carriera del Maestro Earle comprendono spettacoli nel Musikverein (Vienna), alla Philharmonie (Colonia), alla Beethovenhalle (Bonn), alla Barbican Hall (Londra), al National Auditorium (Madrid), il Liszt Academy (Budapest) nelle grandi sale di il Conservatorio di Mosca e Filarmonica di San Pietroburgo Society, e negli Stati Uniti si è esibito alla Carnegie Hall, il Kennedy center, Orchestra Hall di Chicago, Davies Hall di San Francisco e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

In Europa, ha diretto orchestre quali la Vienna Chamber Orchestra, la Vienna Tonkuenstler Orchestra, il Noord-Nederlands Orkest in Olanda, l’Orchestra della Toscana in Italia, l’Athens State Symphony Orchestra, la Filarmonica di Cracovia, “Sinfonia Iuventus” a Varsavia e negli Stati Uniti, la Buffalo Philharmonic Orchestra, la North Carolina Symphony, la Florida Philharmonic Orchestra e la San Diego Chamber Orchestra.

È il primo direttore ad effettuare a Odessa grandi sinfonie come 2°, 3°, 6° di Gustav Mahler, 9° sinfonie, 8° sinfonia di Anton Bruckner, “Four Last Songs” di Richard Strauss, Elgar Variations ‘Enigma’, Alban Berg “3 Estratti da Wozzeck”, Gustav Holst di “The Planets”, di Aaron Copland “El Salon Mexico” e “Lincoln Portrait” e Leonard Bernstein di ‘Geremia’ sinfonia.

Hobart Earle con l’American Music Ensemble di Vienna ha inciso due CD in prima mondiale con l’etichetta Albany Records, compresa la musica di George Whitefield Chadwick, Henry Gilbert e Miguel del Aguila. Con l’etichetta ASV, Earle ha registrato due CD di grande successo con l’Orchestra Filarmonica di Odessa di musica di compositori ucraini come Mykola Kolessa, Myroslav Skoryk, Yevhen Stankovych e Reinhold Gliere. La sua performance della 5° sinfonia di Tchaikovsky con l’Odessa Philharmonic Orchestra nel Musikverein di Vienna, nel 2001 è stata registrata dalla Radio austriaca dal vivo in concerto, e premiato come “miglior album classico 2002” presso il ‘JPFolks Music Awards’ a Hollywood, California.

 

Amadi Lagha

Tenore franco-tunisino, ha iniziato la sua carriera musicale con gli studi di chitarra classica diplomandosi nel 2000 presso l’Istituto Superiore di Musica di Sousse in Tunisia. Nel 2001 dopo aver conseguito il diploma di canto ha deciso di continuare gli studi in Francia sia al Conservatorio Jazz di Paris, sia alla Paris University dove si è laureato nel 2006. Dal 2009 al 2013, entra a far parte della classe di Alexandra Apadjiakou al conservatorio di Parigi per approfondire la voce e la tecnica musicale. Ha iniziato a lavorare al suo fianco con delle tesi nell’arte (specializzata in estetica e tecnologia).

Dal 2010 si dedica esclusivamente alla sua carriera da solista di cantante lirico. Amadi è finalista sei volte in più concorsi internazionali di canto classico in Europa (“Premio Etta limiti”, “Benvenuto Franci”, “Vivone” per Poitier ...). Ha vinto diversi premi tra cui: 1° premio e premio del pubblico e “Melodramma” al concorso internazionale “CANTO FESTIVAL 2015”; 1° premio al concorso internazionale di canto lirico “Opera Pienza 2015” nonché diversi premi in Germania (Norimberga) e in Francia (Strasburgo) - Pienza (Italia); il 1° premio al concorso internazionale “lirico vocale 2015 OMEGA” – Firenze; il 2° premio al concorso voce lirica internazionale “Katia Ricciarelli”, 2015, Verona; il 2° premio al concorso internazionale “Maria Caniglia-2014” - Sulmona e il premio al concorso internazionale “Città di Alcamo”. Comincia l’opera con il ruolo di Alfredo nel 2006 in Traviata di Verdi. Canta nel 2012 lo Stabat Mater di Rossini sotto la direzione di Jean-Michel Henry presso la Chiesa della Madeleine a Parigi, al teatro Scelles e alla cattedrale di Meaux. Poi debutta in diversi ruoli tra cui: Mario Cavaradossi Tosca di Puccini sotto la direzione di Michael Cousteau; Il principe Calaf nella Turandot di Puccini all’opera di Rennes, Turiddu in Cavalleria Rusticana. Si è esibito recentemente in recital / concerto al Teatro Nazionale di Narbonne, all’opera di Lille, il Teatro “Giglio” al Puccini Gala a Lucca, sotto la direzione del M° Marco Balderi e orchestra Symphony pucciniano. Partecipa inoltre a diversi eventi come Festival “Ultrapadum” Amandola Festival, Festival Internazionale di Musica Sinfonica di Algeri”, a concerti per la pace presso la Cattedrale di San Rufino di Assisi. Il 2015 e 2016 è riuscito ad esibirsi in teatri e fondazioni importanti come Opera de Paris, Teatro Verdi di Trieste, Festival Pucciniano di Torre del Lago nel ruolo di Rodolfo in Bohème. Si prosegue poi con il principe Calaf in una serie di produzioni italiane: Teatro Grande di Brescia, Teatro Donizetti di Bergamo, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Fraschini di Pavia e il Teatro Sociale di Como e nel circuito della Lombardia a Brescia, Como e Pavia.

Debutta a settembre al teatro Massimo di Palermo e al Teatro Bellini di Catania.

 

PROGRAMMA

 

G. RossiniItaliana in Algeri

G. Puccini“Tosca” Recondita Armonia

G. Puccini“Manon Lescaut”

Donna non vidi mai

G. PucciniIntermezzo da Manon Lescaut

G. Puccini“Boheme” Che gelida manina

G. Puccini“La Fanciulla del west”

Ch’ella mi creda

G. Puccini“Turandot” Nessun dorma

 

 

G. BizetG. Rossini: Semiramide

ouverture

D. ShostakovicJazz valzer suite n. 2

J. StraussElena a Magyar (polka) op. 332

J. StraussVoci di primavera (valzer) op. 410

J. StraussA caccia (polka) op. 373

J. StraussDanubio blu op. 314

R. StraussRadeskty march op. 228

 

 

Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari

Direttore Roberto Molinelli

Solista - Violista Anna Serova

 

Orchestra Metropolitana di Bari
Sorta nel 1968, grazie alla sensibilità con cui l’Amministrazione Provinciale di Bari accolse le appassionate sollecitazioni del prof. Vitantonio Barbanente, Presidente del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, l’Orchestra di Bari inaugura la sua attività con la direzione artistica del M° Gabriele Ferro, allora giovane docente del Conservatorio barese diretto da Nino Rota.

Tre anni dopo l’Orchestra, riconosciuta dal Ministero dello Spettacolo come “formazione d’interesse nazionale”, inizia il suo cammino di Istituzione Concertistica Orchestrale (ICO).

Sin dalla nascita svolge un’intensa attività collaborando anche a più riprese col Teatro Petruzzelli in occasione delle stagioni liriche tradizionali e partecipando a prestigiose trasferte: Spoleto (1984), Bergen (1985) e Charleston (1985).

La direzione artistica dell’orchestra è stata affidata a Gabriele Ferro, Pietro Argento, Bruno Campanella, Rino Marrone, Nino Lepore, Michele Marvulli, Paolo Lepore, Roberto De Simone, Marco Renzi e Angelo Cavallaro.

Sul podio si sono avvicendati nel tempo, come direttori ospiti, Nino Rota, Piero Bellugi, Alberto Rossi, Luciano Berio, Roberto Duarte, Mario Gusella, Jay Friedmann, Stefano Martinotti, Donato Renzetti, Pierluigi Urbini, Peter Maag, Franco Mannino, Bruno Aprea, Kurt Sanderling, Franco Caracciolo, Anatole Fistoulari, Leibovitz, Vladimir Delman, Francesco Molinari-Pradelli, Armando La Rosa Parodi, Reynald Giovaninetti, Neubold, Boris Brott, Marcello Viotti, Alberto Zedda ed inoltre Ennio Morricone e Giorgio Gaslini.

Tra i numerosi solisti vanno ricordati Dino Asciolla, Salvatore Accardo, Massimo Quarta, Felix Ayo, Leonid Kogan, Boris Belkin, Nina Beilina, Rocco Filippini, Mario Brunello, Franco Petracchi, Henry Casadeus, Emil Gilels, Marcello Abbado, Oblsson, Aldo Ciccolini, Fiorentino, Pierluigi Camicia, Lia De Barberis, Maria Tipo, Jose Cocarelli, Benedetto Lupo, Kathy Berberian, Trio di Trieste.

Fra le iniziative promosse vanno ricordate un ciclo di manifestazioni dedicate a “Nino Rota, compositore del nostro tempo” (1995), la co-organizzazione del Festival Mousikè nell’ambito del programma del Dipartimento dello Spettacolo “Culture dei mari”, finanziato dalla Comunità Europea in collaborazione con i più prestigiosi centri europei di ricerca sulla musica antica tra cui il Centre de Musique Baroque de Versailles, l’Università di Saragozza, l’Università di Londra e il Centro di Musica Antica di Napoli (1996-2000) e l’“Omaggio a Dubrovnik” nell’ambito dell’omonimo festival in Croazia.

Nel 2000, l’orchestra – direttore artistico Roberto De Simone e direttore stabile Walter Proost – ha presentato in “prima mondiale” la cantata “Populorum Progressio” dello stesso De Simone, per voce recitante dell’attore Michele Placido.

Diverse sono state le partecipazioni al Festival dei Due Mondi di Spoleto, a cui sono seguite esibizioni in Olanda ed in Belgio.

Il 17 maggio 2003, in occasione del conferimento a Papa Giovanni Paolo II, della laurea honoris causa in Giurisprudenza, l’orchestra ha tenuto a Roma due concerti: uno alla presenza del Papa nella sala “Paolo VI” e l’altro nella Basilica di S. Maria Maggiore, concerti ripresi dalle tv nazionali e dalla tv satellitare vaticana.

Nel 2005 in collaborazione con la “Fundacíon Eutherpe” di León (Spagna) ha avuto luogo dal 4 al 10 luglio il “Corso Magistrale di piano e direzione d’orchestra per giovani pianisti e direttori”, pianista Joaquín Achúcarro e direttore Bruno Aprea. Nello stesso anno esecuzione del “Mysterium” di Nino Rota in memoria di Papa Giovanni Paolo II (Bari, Cattedrale) e del “Misa Tango” di Luis Bacalov, in diretta televisiva, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, direttore lo stesso Luis Bacalov.

Nel 2007 a Roma, presso l’Auditorium Parco della musica, Sala Giuseppe Sinopoli, il 4 dicembre l’Orchestra si è esibita nel “Concerto della Solidarietà”, direttore Stefano Trasimeni, violino Masha Diatchenko, un concerto nell’ambito delle iniziative promosse dal Ministero dei Beni Culturali con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Di questi ultimi anni sono anche le prestigiose collaborazioni con grandi solisti e direttori d’orchestra provenienti da ogni parte del mondo.

Direzione musicale e artistica, Marco Renzi.

 

Roberto Molinelli
Direttore d’orchestra, compositore e violista.

Fin da giovanissimo suona come solista con orchestre e in recitals con pianoforte, vincendo nel contempo primi premi assoluti in concorsi nazionali e internazionali ed esibendosi in alcune delle più prestigiose sale da concerto italiane (Sala Verdi e Teatro alla Scala - Milano, Teatro Comunale - Bologna, Parco della Musica - Roma, e altre) ed estere. Sue registrazioni discografiche hanno ottenuto il premio di “CD del mese” tra tutte le recensioni della rivista “CD Classica”, leader del settore, e ottime recensioni su periodici italiani ed esteri, tra cui “Piano Time” (Italia), “Diapason” (Francia), “Fanfare” (U.S.A.), “The clarinet” (U.S.A.).

RAI International ha recentemente dedicato alle sue opere e alle sue incisioni un’intera trasmissione condotta da Valentina Lo Surdo.

Nel settembre 2015 ha diretto il concerto evento di Josè Carreras a Matera, capitale europea della cultura 2019, prima tappa del tour mondiale del celebre tenore spagnolo, evento di grande successo, presentato da Michele Mirabella.

Collabora con artisti italiani e stranieri, tra i quali Andrea Bocelli, Erwin Schrott, Eddie Daniels, Gustav Kuhn, Cecilia Gasdia, Anna Caterina Antonacci, Nicola Alaimo, Anna Maria Chiuri, Valeria Esposito, Andrea Griminelli, Giovanni Sollima, Federico Mondelci, Enrico Dindo, Domenico Nordio, Anna Serova, Corrado Giuffredi, Danilo Rossi, Giorgio Zagnoni, Sara Brightman.

Molte sue première sono state eseguite da alcune delle più importanti orchestre sinfoniche internazionali in sedi illustri: Carnegie Hall di New York, Orchestra Filarmonica della Scala, Kremerata Baltica di Gidon Kremer, Moscow Chamber Orchestra, I Concerti Euroradio, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Pavarotti di Modena, Ministero dei Beni Culturali - Roma, Teatro Hermitage di San Pietroburgo, Ural Philharmonic Orchestra, National Chamber Orch. Of Armenia, Norwalk Symphony Orchestra, Teatro de Las Bellas Artes di Città del Messico, Auditorium RadioTV Slovenia, The Presidential Symphony Orchestra Concert Hall di Ankara, Orch. Sinf. Dei Paesi Bassi, I Suoni delle Dolomiti, Orch. Haydn Orchester, Orch. Sinfonica Rossini, Orch. di Padova e del Veneto, Orch. Filarmonica Marchigiana, Orch. Sinfonica di Sanremo, Orch. Regionale del Lazio, Orch. Sinfonica Abruzzese, Orch. Sinfonica di Bari.

Nella stagione 2013/14, il Teatro Pavarotti di Modena gli ha commissionato una nuova opera lirica, Olympia2000, che ha debuttato con grande successo di pubblico e di critica (recensioni di Guido Barbieri su “Repubblica”, e di Federico Capitoni su “Classic Voice”).

Nel 2015, per il violinista Marco Rogliano, ha realizzato l’elaborazione e l’orchestrazione integrale dei 24 Capricci di Paganini, in una innovativa versione che ne prevede l’esecuzione senza soluzione di continuità.

Sempre nel 2015, su commissione di Ravello Festival, ha composto le musiche del “Cunto di Tristano”, spettacolo interpretato dall’attore e cuntista siciliano Vincenzo Pirrotta.

La violista Anna Serova è stata interprete di due sue nuove prime assolute, una a Milano e l’altra a Ischia, per la Fondazione William Walton, rispettivamente a febbraio e a giugno 2016.

Nel 2016 collabora, come direttore d’orchestra, con il violoncellista Govanni Sollima, il tenore Josè Carreras, e, in maggio, verrà presentata una sua nuova prima assoluta per viola, arpa e orchestra, scritta per Danilo Rossi e Luisa Prandina.

Numerose sono inoltre le sue collaborazioni con famosi artisti del mondo del cinema, del teatro e della popular music.

A un anno dalla scomparsa del celebre pianista e compositore Armando Trovajoli, è stato chiamato, in qualità di direttore d’orchestra e di compositore, a rendergli omaggio in una serie di concerti con la partecipazione dell’attore Enrico Montesano, riscrivendo per orchestra sinfonica molti dei lavori del maestro Trovajoli composti per il cinema e per il teatro.

Ha intrapreso collaborazioni anche con famosi artisti della popular music come Tony Hadley, Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Alexia, Mario Lavezzi, Giò Di Tonno, e ha composto musiche per Cinema e TV.

Ha orchestrato alcuni dei più importanti successi internazionali di Andrea Bocelli.

Ha arrangiato e diretto l’Orchestra RAI del Festival di Sanremo nel 2005 e 2009, ottenendo il primo posto nella votazione della Giuria di Qualità per il miglior arrangiamento.

È stato membro e Presidente della Giuria di SanremoLabAccademia della Canzone di Sanremo per tre anni consecutivi.

Dal 2009 è Direttore Artistico per l’Innovazione dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini.

 

Anna Serova

Figura unica nel panorama internazionale, solistico e della musica da camera, la violista Anna Serova ha ricevuto nei ultimi anni dediche da alcuni dei più importanti compositori contemporanei, i quali hanno creato per lei un nuovo genere di composizione, unendo la forma del concerto all’azione scenica di un’opera di teatro. 

Il compositore Azio Corghi, colpito dalla sua straordinaria figura di musicista, ha riscritto per lei, in una nuova versione con viola solista, la cantata “Fero dolore”, folgorante trasfigurazione di due Madrigali monteverdiani, che è stata eseguita nel 2006 in prima assoluta e trasmessa dal canale satellitare “Sky Classica”. Ricordiamo anche alcune Prime Esecuzioni Assolute come “Tang-Jok(Her)” di A. Corghi al festival de L’Aquila, “Poema d’Aurora” del compositore israeliano Boris Pigovat al Teatro Filarmonico di Verona e la Tragedia lirica “Giocasta” di Azio Corghi al Teatro Olimpico di Vicenza, dove suonando e recitando sulla scena, Anna Serova impersona il destino.

Ha eseguito in Prima Brasiliana “Requiem Olocausto” di B. Pigovat a Manaus e le prime esecuzioni nazionali di “Viola Tango Rock Concerto” del compositore Benjamin Yusupov in Russia, Serbia e Messico.

Dopo aver studiato con Vladimir Stopicev (Alto perfezionamento al Conservatorio di San Pietroburgo), con Bruno Giuranna (Accademia W. Stauffer di Cremona) e Juri Bashmet (Accademia Chigiana di Siena) ha cominciato una brillante carriera concertistica che l’ha vista protagonista di alcune delle più importanti stagioni concertistiche e di festival italiani ed esteri.

Per la rara bellezza del suono e per la sua notevole duttilità artistica, Anna Serova è molto richiesta nella musica da camera - tra i suoi partners vi sono stati Ivry Gitlis, Bruno Giuranna, Salvatore Accardo, Rocco Filippini, Filippo Faes, Rainer Honeck (primo violino della Filarmonica di Vienna), ecc.

Si è esibita come solista nelle più prestigiose sale concertistiche del mondo con orchestre come la Moscow State Symphony Orchestra, Siberian Symphony Orchestra, Karelia Symphony Orchestra, Krasnoyarsk Chamber Orchestra, Arkhangelsk State Chamber Orchestra, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra del Teatro Olimpico, Orchestra da Camera dell’Amazzonia, Belgrade Philharmonic, Amazonas Philharmonic, Orchestra Sinfonica di Roma, Orchestra dell’Arena di Verona ecc...

Anna Serova presta volentieri la sua arte per beneficenza: nel 2002 e nel 2004 ha registrato assieme a Filippo Faes (nella duplice veste di pianista e direttore della Krasnojarsk Chamber Orchestra) due Cd dedicati a progetti del Rotary International.

Sempre al programma “Polio Plus” del Rotary International Anna Serova ha voluto dedicare il suo nuovo disco “Viola Collection” registrato con la pianista Jenny Borgatti a Cremona nel 2010.

Varie sue incisioni discografiche hanno entusiasmato la critica e ottenuto premi e riconoscimenti.

Nel 2007 il suo CD “Schumann racconta” registrato con Ensemble Punto It ha ottenuto 5 STELLE dalla rivista “MUSICA”.

È in uscita il suo nuovo CD “Nostalghija” per la DECCA con le Sonate di Schostakovich e Rachmaninov registrate sulla Viola Amati “La Stauffer 1615” con il pianista Filippo Faes all’auditorium del Museo del Violino di Cremona.

Nel 2006 il Sindaco di Krasnoyarsk ha nominato Anna Serova “Ambasciatore Culturale e Commerciale della Città”. Grazie alla sua opera, è stato firmato il Protocollo d’intenti tra Cremona e la Città siberiana, per mezzo del quale si organizzano scambi culturali, commerciali e amministrativi tra la vasta regione della Siberia centrale e l’Italia.

Costantemente invitata a tenere dei Master Class nelle migliori Accademie di Russia ed Europa. È docente di viola e musica da camera presso l’Accademia Internazionale di Alta Formazione Artistica e Musicale “Perosi” di Biella.

 

PROGRAMMA

Rossini/Rossini-Fantasie:
Molinelli“Guglielmo, il Barbiere ladro di Siviglia”

Divertissement sopra le sinfonie
La gazza ladra
Il barbiere di Siviglia
Guglielmo Tell
Bela Bartok(*)Danze popolari rumene per viola e orchestra, Sz 56
(prima esecuzione assoluta)

Jocul cu bâta - Brâul - Pe Loc -
Buciumeana - Poarga Româneasca˘ă -
Ma˘runțel
G. Rossini(*)Une larme per viola e orchestra 
(prima esecuzione assoluta)

N. Rimsky-Capriccio spagnolo
Korsakovsu tipiche melodie spagnole, op. 34
I.Alborada: Vivo e strepitoso
II.Variazioni: Andante con moto
III.Alborada: Vivo e strepitoso
IV.Scena e canto gitano: Allegretto
V.Fandango asturiano
N. PaganiniSonata per la Gran Viola
per viola e orchestra
N. PaganiniLa campanella
per viola e orchestra

(*) elaborazione e orchestrazione di Roberto Molinelli